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Fiscale24 febbraio 2026

Rottamazione quater e quinquies: Niente 'ripescaggio', il Fisco chiude le porte alle proroghe. Cosa cambia per la tua impresa

A chi si rivolge

Imprenditori, titolari di partita IVA, micro imprese e PMI italiane

Data di efficacia

Immediatamente, con effetti retroattivi sulle scadenze passate

Attenzione imprenditori: le speranze di riapertura o di maggiore flessibilità per le Rottamazioni quater e quinquies sono state definitivamente spente. Il Parlamento ha detto 'no' alle richieste di proroga e di ripescaggio, lasciando molti contribuenti in una situazione delicata. È fondamentale comprendere subito le implicazioni di questa decisione per evitare spiacevoli sorprese.

Il fisco non perdona, e stavolta lo fa con un'enfasi particolare per chi aveva riposto speranze nelle riaperture delle Rottamazioni quater e quinquies. Molti di voi, probabilmente, attendevano con il fiato sospeso la possibilità di rimettersi in pari con il Fisco o di accedere a condizioni più vantaggiose per i vostri debiti. Ebbene, è arrivato il momento di fare i conti con una dura realtà: le porte sono rimaste chiuse.

Niente 'seconda chance' per la Rottamazione quater

Ricordate la Rottamazione quater? Quella che vi permetteva di saldare i debiti con l'Agenzia delle Entrate-Riscossione a condizioni agevolate, eliminando sanzioni e interessi di mora? Molti di voi, magari per una svista o una difficoltà temporanea, hanno mancato il pagamento di una rata, in particolare quella di novembre. Fino all'ultimo, c'è stata la speranza che il legislatore potesse concedere una sorta di 'ripescaggio', permettendo di saldare quella rata in ritardo e rientrare nei giochi. Questa possibilità, purtroppo, è stata categoricamente respinta. Ciò significa che se avete saltato la rata di novembre (o qualsiasi altra rata successiva alla scadenza iniziale), siete automaticamente decaduti dai benefici della Rottamazione quater. Non ci sono più margini per rimediare, e i vostri debiti torneranno a essere esigibili in forma piena, con tutte le sanzioni e gli interessi previsti.

La Rottamazione quinquies: un confine netto

Per quanto riguarda la Rottamazione quinquies, la situazione non è meno rigida. Alcuni di voi avrebbero voluto passare dalla Rottamazione quater alla quinquies, magari per beneficiare di un piano di rateazione più lungo e meno oneroso, spalmato su nove anni anziché fino al 2027. Anche questa richiesta è stata bocciata senza appello. La Rottamazione quinquies resta accessibile esclusivamente a chi è decaduto dalla quater entro il 30 settembre 2025. Se la vostra decadenza è avvenuta dopo questa data, non potrete in alcun modo accedere alla nuova definizione agevolata. Questo crea una distinzione netta e, per molti, inaspettata, tra chi ha avuto problemi prima e chi li ha avuti dopo quella data spartiacque.

Piani di rateazione 'misti' e la regola del 'mai più'

Un'altra questione spinosa riguardava i debiti inclusi in piani di rateazione ordinari che contenevano sia quote rottamabili sia quote non rottamabili. C'era chi sperava di poter ricalcolare o ottenere un nuovo piano di rateazione per la parte di debito non sanabile, magari per alleggerire il carico complessivo. Anche qui, la risposta è stata negativa. Non è stata concessa alcuna agevolazione o ricalcolo. Ma c'è di più, e questo è un punto cruciale da non sottovalutare: chi decade da un piano di rateazione, sia esso la Rottamazione quinquies o un piano ordinario, non potrà chiederne un secondo. Questa è una regola ferrea che chiude definitivamente la porta a ulteriori dilazioni per chi non rispetta gli impegni presi.

Cosa significa tutto questo per la tua attività?

La morale è chiara: la flessibilità e le 'seconde opportunità' che a volte il legislatore ha concesso in passato, questa volta non ci sono state. Per voi imprenditori, questo si traduce nella necessità di agire con la massima prudenza e precisione. Se siete decaduti dalla Rottamazione quater, i vostri debiti sono tornati 'pieni'. Se avevate sperato in un passaggio alla quinquies o in un ricalcolo per piani misti, quelle speranze sono svanite. Il messaggio è inequivocabile: le regole stabilite sono definitive e non ammettono eccezioni. Verificate immediatamente la vostra posizione debitoria e, se necessario, consultate il vostro consulente fiscale per valutare le prossime mosse. Ignorare queste scadenze e queste decisioni potrebbe comportare conseguenze ben più gravi, come l'avvio di procedure esecutive da parte dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione.

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